Happy Birthday Dorus!

Finora non ho mai usato i nomi propri dei miei compagni di avventura Erasmus. Sarà un po’ per le solite questioni etiche che mi porto dietro studiando ricerca sociale, quando spendi ore e ore a leggere pagine e pagine che spiegano come proteggere l’anonimato dei soggetti di studio.
In effetti stavo pensando che continuare a chiamare “amica canadese”, “amico svedese”, “amiche spagnole” possa creare un po’ di confusione nella lettura. Forse potrei adottare una tecnica usata nei rapporti di ricerca come pure da molti altri bloggers, ossia quella di porre giusto la lettera maiuscola puntata. Okay, va beh, ci penserò!

Fatto sta, comunque, che Dorus mi ha dato il permesso di pubblicazione del suo nome, per cui “Happy birthday Dorus!”.
Come penso abbiate capito, Dorus ha compiuto gli anni, ieri per la precisione. E’ un tipo davvero particolare, “fora de testa” per dirla con il dialetto delle mie zone. E’ uno dei più cari amici della mia quotidianità svedese.
Siamo un bel gruppetto di gente, un po’ “weird” messi tutti insieme così, venendo da tutta Europa, e creando un bel meticcio con le canadesi. Ma insieme ci troviamo proprio bene e credo che avere una bella rete di amicizie, in questo tipo di esperienze, sia davvero una cosa molto importante.
Non voglio cadere in romanticismi, ma son sincera, ci tenevo a fare questa precisazione. E vorrei inoltre ringraziare tutti loro, uno per uno – anche se so che la maggior parte, non conoscendo l’italiano, non leggerà forse mai questo articolo (che sia il caso di pensare ad una versione inglese?? Forse è meglio).

Tornando al nostro caro Dorus, debbo dire che è un pasticcere davvero molto bravo e spesso ci delizia con dolci davvero niente male. Se penso alla torta che ho mangiato ieri (cioccolato e caramello) oppure ai brownies… okay, meglio che mi fermi prima di dar sfogo all’apice delle fantasie mentali che mi si son formate nella mente mangiando quelle prelibatezze.
Così ieri, noi gruppo di amici abbiamo pensato di fargli una sorpresa, preparandogli qualche dolcetto per il suo compleanno. E giustamente, a chi tocca?
E’ stato un bel lavoro di squadra comunque, abbiamo pasticciato un sacco per tutta domenica pomeriggio. E dato che l’indomani, ossia oggi, sarebbe stato San Patrizio, abbiamo pensato ad una torta al cioccolato aromatizzata alla Guinness.
Prendendo spunto dalla fonte inesauribile di Giallo Zafferano, questa è la nostra versione “SwEramus” della Guinness Chocolate Cake.

Guinness Chocolate Cake

Ingredienti

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Per la torta
200 gr di burro senza lattosio
350 gr di zucchero di canna
4 uova
400 gr di farina
250 gr di cacao in polvere
44 cl di Birra Guiness
1 bustina di lievito in polvere per dolci

Per la farcia
3 dl di panna liquida fresca da montare (senza lattosio)
mezza tazzina da caffè di Guinness da tenere da parte, sempre che resistiate alla tentazione di non berla nel frattempo!
cacao in polvere qb

Preparazione

In una ciotola unite la farina, il cacao in polvere e il lievito.

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In un’altra ciotola più grande (io ho usato una pentola da pasta, per capirsi, perché purtroppo in cucina non disponiamo di molti utensili) spezzettate il burro ammorbidito e aggiungete lo zucchero.

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Montate il composto con lo sbattitore elettrico (e presta attenzione a non schizzare dappertutto il burro; se disponi di una planetaria usala!) e unite una alla volta le uova. Procedete aggiungendo due/tre cucchiai alla volta di metà del composto di farina e cacao, mescolando con un cucchiaio di legno, fino ad ottenere impasto morbido.

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Versate a filo la Guinness, sempre mescolando, conservandone un po’ per la farcitura (fallo, ne varrà la pena).

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Aggiungete il resto della farina, sempre un po’ alla volta (in questo modo puoi tenere controllata la consistenza, che deve essere omogenea e cremosa). Trasferite il composto in una teglia imburrata (o in uno stampo circolare classico per torte, rivestendolo con carta da forno). Dato l’elevato numero dei commensali e, ancora una volta, gli scarsi strumenti disponibili, ho usato una teglia in vetro su cui di solito ci sta bene un filetto di salmone con patate o una bella lasagna al forno. Credo che questo abbia un po’ penalizzato la cottura, ma nessuno si è lamentato alla fine, quindi meglio così.

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Cuocete la torta in forno preriscaldato a 180° per 1 ora e 10 minuti (lo so, è un bel po’ di tempo: nel frattempo pranzate, come ho fatto io – tortellini burro e basilico, con insalata e pomodori).
Ultimata la cottura, la torta deve raffreddarsi completamente prima di farcirla.

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Noi, avendo poco tempo, l’abbiamo messa fuori dalla finestra: 6 gradi di temperatura esterna con vento ai 40 km/h. In questi giorni sul serio, c’è il rischio di finire scaraventati da qualche parte. Quindi non fatelo, prendetevi per tempo e prediligete un normale raffreddamento.
Per la farcitura, montate la panna con la Guinness tenuta da parte (sempre che non ve la siate bevuta e quindi lo ripeto, non si sa mai).

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Distribuite in ciuffetti la panna con una sac-à-poche in modo che ricordi (anche se vagamente, è apprezzato qualsiasi tentativo) la schiuma della birra e spolverate con un po’ di cacao in polvere.

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Se avete tempo, mettete la torta in frigo prima di mangiarla. Fredda è davvero molto meglio!

***

Avendo tanto tempo da perdere, mi son messa pure a fare delle tortine alle carote, incoraggiata da tutta la truppa. “Potremmo farne 24, come gli anni di Dorus!” (sorry, Dorus, if now everybody knows your age!)
Bella idea! Peccato che di impasto ce n’era poco causa scarsità di ingredienti, vista l’improvvisata. Quindi ne sono uscite del cosine davvero mignon.
Per di più non sono per niente soddisfatta del risultato: credo sia colpa del lievito e della mancanza di fecola di patate o maizena (nessuno, ovviamente, ne aveva nella propria dispensa). Quindi le tortine sono rimaste piccine e la consistenza era abbastanza “gummy”, citando i critici. Ma alla fine, comunque, non ne è rimasta neanche una di avanzata.

Posto comunque brevemente la ricetta, sicura che chi vorrà replicare otterrà un risultato assolutamente migliore di quello della sottoscritta!

Tortine alle carote

Ingredienti (per 12 tortine “serie”)
5-6 carote
4 uova
150 gr di zucchero di canna
170 gr di farina
1 dl di olio di semi
1 bustina di lievito in polvere per dolci

Aggiungerei
un 50 gr di fecola di patate (che è meglio!)
un 50 gr di farina di mandorle se ne avete – così sembreranno le Camille della Mulino Bianco
zucchero a velo qb

Preparazione

Dopo aver spellato le carote, grattuggiatele in una terrina. A parte montate le uova con lo zucchero. Aggiungete al composto le carote grattuggiate e l’olio.

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Setacciate la farina (anche quella di mandorle e la fecola se ne avete) con il lievito e aggiungete le polveri un po’ alla volta nel composto fino ad ottenere una impasto cremoso. Versate il contenuto in stampini da muffin o in pirottini di carta. Infornate le tortine in forno preriscaldato a 180° per 25 minuti fino alla solita prova dello stecchino. Lasciate raffreddare e cospargete di zucchero a velo (che va sempre bene!).

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Consumati in compagnia, questi dolci alla fine hanno portato con sé un po’ di soddisfazione, soprattutto se vengono apprezzati, in particolare dal festeggiato!

Nota negativa: evitate il banchetto prima di cena.
Nota positiva: saltate la cena e giocate a qualche “drink games”. Tutto questo zucchero vi darà un mano, ve l’assicuro.

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