Jag heter Mr Basilika

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Quando ero in Svezia mi è capitato più di qualche volta di preparare il pesto genovese fresco, facendo letteralmente impazzire molti miei compagni di piano (qui qualche memoria). Andavo quindi da Willy:s e compravo un sacco di piantine (ricordo, ancora, per 18 corone l’una).
Poche, ahimè, resistevano dopo le ardue potature per la preparazione del pesto, sicché con S., la mia super nepali-canadese, un giorno avevo comprato da ÖoB i semini di basilico con l’idea di mettermeli in vaso e avere la mia piccola serra in camera, in modo da non dover comprare più nulla.

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Ne avevo comprati di due tipi, il basilika sallads, intuendo che fosse quello normale, e il basilika citron, giusto per provare qualcosa di diverso.
Alla fine non è andato in porto nulla. Gli svedesi sono cari pure nel vendere il terriccio, il concime e i vasi. Quindi avevo deciso di tenere le bustine e procedere alla semina una volta tornata in terra natia, visto che, fra l’altro, il clima sarebbe stato più favorevole.
E così ho fatto.

Quindi in questo post nessuna ricetta, ma per i curiosi e volenterosi qualche informazione per coltivare il mio caro – almeno per me lo è, assieme alla cannella ovviamente – basilico.
Naturalmente il merito degli insegnamenti va al papi, che è l’esperto in famiglia in fatto di orto.

Lo scorso 13 agosto avevo piantato i semini in una ciotola grande, distribuendoli divisi per tipo. I semi vanno piantati appena sotto la terra, che poi deve essere schiacciata bene con le mani e tenuta sempre umida.

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 Quest’anno agosto, per fortuna, non è stato molto caldo e secco, ma piuttosto piovoso, per cui non siamo diventati matti a dare da acqua agli svedesini.

Le prime foglioline hanno cominciato ad uscire già il 20 del mese e sono andate avanti fino ai primi di settembre.

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Dopodiché, come sapete, la sottoscritta si è trasferita tra i monti e quindi il papi ha preso in cura i signorini.
Al mio primo ritorno, lo scorso 27 settembre, la situazione era questa: che gioia!

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 E dopodiché, che dire, non è che ci sia molto da fare se non lasciarli crescere.

Questa settimana che son tornata nuovamente in terra natia, i signorini svedesi ormai erano già belli che cresciuti, ma la cosa simpatica è che c’è stata una sorta di selezione naturale.

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 Come potete notare dalla foto, la parte sinistra della ciotola, ahimé, non è sopravvissuta. Pochini, infatti, i nati per il basilika sallads, che tuttavia sono venuti fuori enormi (guardate che fogliolone, in effetti). I signorini al limone basilika citron, invece, sono cresciuti in tanti e rigogliosi e non potete immaginare che delizioso profumo e gusto agrumoso che hanno!

Così, come ho scritto nell’ultimo post, i signori Basilika hanno fatto il loro ingresso nelle preparazioni di Aroma di Cannella.
Questa dunque la breve novella di questo pezzo di Svezia che mi sono portata a casa in Italia e che ora vive nel mio giardino.

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